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CONSUMATORE

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COMPRENDERE IL CODICE DEL CONSUMO

 

Il Codice del consumo: chi è il consumatore e quali tutele prevede la legge

Le operazioni più comuni della vita quotidiana — l'acquisto di un dispositivo elettronico, la contrattazione di un contratto di fornitura di energia o di telefonia — si svolgono ormai quasi sempre attraverso contratti predisposti unilateralmente dall'impresa. Il legislatore, nazionale ed europeo, ha ritenuto che in questi rapporti il ​​contraente privato si trova in una posizione di minore forza contrattuale e informativa, e ha perciò introdotto un corpo organico di tutela: il Codice del consumo (D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206).

 

Chi è il consumatore

Ai sensi dell'art. 3, comma 1, lett. a), del Codice del consumo, è consumatore la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta.

La qualifica non dipende quindi dalla persona, ma dallo scopo del singolo atto. Un esempio chiarisce la distinzione: il professionista che acquista un computer per uso personale o familiare agisce come consumatore; se acquista lo stesso computer per il proprio studio, agisce come professionista e le tutele consumeristiche non trovano applicazione. Nei casi di uso promiscuo — il bene destinato in parte all'attività professionale e in parte alla sfera privata — la giurisprudenza ha elaborato criteri fondati sullo scopo prevalente dell'operazione, la cui valutazione richiede un esame caso per caso.

 

Le principali tutele

 

- La garanzia legale di conformità. Nella vendita di beni al consumatore, il venditore risponde dei difetti di conformità che si manifestano entro due anni dalla consegna (artt. 128 e seguenti del Codice del consumo, nel testo riformato dal D.Lgs. 170/2021). Il consumatore ha diritto, secondo una precisa gerarchia di rimedi, al ripristino della conformità mediante riparazione o sostituzione e, alle condizioni di legge, alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto. La garanzia legale opera di diritto ea titolo gratuito: non va confusa con le garanzie convenzionali a pagamento offerte dai venditori, che possono solo aggiungersi — mai sostituirsi — a quella prevista dalla legge. L'azione è soggetta a prescrizione: è quindi importante attivarsi tempestivamente rispetto alla scoperta del difetto.

 

- Il diritto di recesso nei contratti a distanza. Negli acquisti conclusi online o comunque fuori dai locali commerciali, il consumatore può recedere dal contratto entro quattordici giorni, senza obbligo di motivazione (artt. 52 e seguenti). Il diritto incontra però le eccezioni tassativamente previste dall'art. 59: tra le altre, i beni confezionati su misura o personalizzati, i beni deperibili, i contenuti digitali già fruiti con il consenso del consumatore. Se il venditore omette di informare il consumatore sull'esistenza del diritto di recesso, il termine per esercitarlo è prolungato nei limiti di stabilità dalla legge.

 

- Le clausole vessatorie. Nei contratti tra professionista e consumatore si devono vessatorie le clausole che determinano, a carico del consumatore, un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto (art. 33). Tali clausole sono nulle, mentre il contratto resta valido per il resto: si tratta di una nullità di protezione, che opera soltanto a vantaggio del consumatore e può essere rilevata anche d'ufficio dal giudice (art. 36).

 

L'attività dello Studio

In questa materia lo Studio presta assistenza stragiudiziale e giudiziale: dall'esame del contratto e della documentazione, alla contestazione formale nei confronti del venditore o del fornitore, fino all'eventuale azione in giudizio, valutando preliminarmente con il cliente gli strumenti di tutela più adeguati al caso concreto.

 

Il contenuto di questa pagina ha finalità esclusivamente informativa e non costituisce parere legale. Ogni situazione richiede una valutazione specifica.