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Avv. TATIANA BLAZINCIC  

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SUCCESSIONI

L'EREDITA' TRA MEMORIA E FUTURO

Cos'è la successione? Quando si aprirà? Chi sono gli eredi? Quali beni sono coinvolti? 

La successione ereditaria ria: come funziona

 

Successione legittima e testamentaria

La devoluzione dell'eredità avviene attraverso due canali. Con la successione testamentaria è il defunto stesso, mediante testamento, a disporre delle proprie sostanze per il tempo in cui avrà cessato di vivere. In mancanza di testamento — o quando il testamento dispone solo di una parte dei beni — opera la successione legittima : è la legge a individuare gli eredi e le rispettive quote, secondo un ordine che privilegia i congiunti più stretti (coniuge, figli, ascendenti, fratelli, altri parenti fino al sesto grado).

 

I legittimari e la quota di riserva

Il testamento non consente una libertà assoluta. L'ordinamento riserva ai familiari più stretti — i legittimari : coniuge, figli e, in loro assenza, gli ascendenti — una quota del patrimonio (la cosiddetta legittima) di cui il testatore non può privarli. Solo la parte residua, detta quota disponibile, può essere liberamente attribuita ad altri soggetti, parenti, amici o enti.

Se le disposizioni testamentarie — o le donazioni fatte in vita, che a questi fini rilevano allo stesso modo — ledono la quota di riserva, il legittimario può agire con l' azione di riduzione: il testamento resta valido, ma le disposizioni lesive perdono efficacia nei suoi confronti fino a reintegrare la quota che la legge gli garantisce. L'azione si prescrive in dieci anni.

 

Le fasi della successione

Il passaggio dei beni segue un percorso preciso. La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto. Da quel momento i chiamati all'eredità — per legge o per testamento — possono decidere se accettare o rinunciare; nell'attesa, la legge consente loro il compimento di atti conservativi e, se nessuno è nel possesso dei beni, il tribunale può nominare un curatore dell'eredità giacente.

L' accettazione — che può essere espressa oppure risultare da comportamenti incompatibili con la volontà di rinunciare (accettazione tacita) — fa acquistare la qualità di erede con effetto retroattivo al momento dell'apertura della successione. Il diritto di accettare si prescrive in dieci anni. Chi non intende subentrare può invece rinunciare all'eredità con dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale.

 

Chaiamato all'eredità, erede, legatario

L' erede succede a titolo universale: subentra nell'intero patrimonio o in una quota di esso, e risponde anche dei debiti del defunto. Il legatorio succede a titolo particolare: riceve uno o più beni determinati (un immobile, una somma, un oggetto), acquista il lascito senza necessità di accettazione — salva la facoltà di rinunciarvi — e, di regola, non risponde dei debiti ereditari.

Proprio perché l'erede risponde dei debiti, chi teme che il passivo superi l'attivo può accettare con beneficio d'inventario : in tal modo risponde dei debiti solo nei limiti di quanto ricevuto.

 

Minori e soggetti privi di piena capacità

Per i minori e per gli altri soggetti privi di piena capacità di agire la legge appresta una tutela rafforzata: l'eredità può essere accettata soltanto con beneficio d'inventario, previa autorizzazione del giudice tutelare, e con redazione dell'inventario a cura di un pubblico ufficiale. Il minore, inoltre, non decade dal beneficio fino a un anno dal raggiungimento della maggiore età: un'accettazione pura e semplice non può mai pregiudicarlo.

 

L'attività dello Studio

Lo Studio assiste eredi e chiamati in tutte le fasi della vicenda successoria: accettazioni e rinunce, accettazione con beneficio d'inventario, istanze al giudice tutelare, divisioni ereditarie, tutela dei legittimiri e impugnazione di testamenti, anche a favore di clienti residenti all'estero con beni o congiunti in Italia.

 

Contenuto a finalità esclusivamente informativa, che non costituisce parere legale. Ogni situazione richiede una valutazione specifica.

 

 

 

 

 

Perché si parla di dichiarazione di successione? Quando va presentata? Quale è la differenza tra dichiarazione di successione e accettazione di eredità?

Dichiarazione di successione e accettazione dell'eredità: due cose diverse

 

È uno degli equivoci più frequenti: presentare la dichiarazione di successione non significa aver accettato l'eredità. Si tratta di due atti di natura del tutto diversa — il primo fiscale, il secondo giuridico — con presupposti, termini ed effetti distinti.

 

Dichiarazione di successione (adempimento fiscale)

La dichiarazione di successione è l'adempimento con cui ho chiamato all'eredità, gli eredi ei legati ri comunicano all'Agenzia delle Entrate la composizione del patrimonio del defunto — beni, diritti e debiti — ai fini della liquidazione dell'imposta di successione e delle imposte ipotecaria e catastale dovute per il trasferimento degli immobili. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta di successione è autoliquidata direttamente dal dichiarante.

 

La presentazione è inoltre il presupposto pratico per le volture catastali e per lo sblocco dei rapporti bancari e postali intestati al defunto.

 

I punti essenziali:

  • Termine: va presentata entro dodici mesi dall'apertura della successione; il ritardo o l'omissione comportano sanzioni pecuniarie.
  • Esonero: non è dovuto quando l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, l'attivo non supera centomila euro e non comprende immobili o diritti immobiliari.
  • Effetti: è un atto fiscale e non attribuisce la qualità di erede. Chi la presenta, o paga le relative imposte, non per ciò solo accetta l'eredità e conserva, in linea di principio, la facoltà di rinunciare.

 

Un'avvertenza importante riguarda però chi si trova nel possesso dei beni ereditari (ad esempio perché conviveva con il defunto): in tal caso la legge impone di redigere l'inventario entro tre mesi, decorsi i quali il chiamato è considerato erede puro e semplice, con piena responsabilità per i debiti. È la situazione in cui più spesso si diventa eredi senza volerlo.

 

L'accettazione dell'eredità (atto giuridico)

 

L'accettazione è l'atto con cui il chiamato diventa erede: solo da quel momento — con effetto retroattivo all'apertura della successione — si acquistano i beni e si risponde dei debiti del defunto. Nessuno può essere obbligato a diventare erede contro la propria volontà.

 

  • Forme : l'accettazione può essere espressa, con dichiarazione resa in atto pubblico o scrittura privata, oppure tacita, quando il chiamato compie atti che presuppongono necessariamente la volontà di accettare e che non avrebbe diritto di compiere se non come erede — ad esempio vendere un bene del defunto o utilizzarne il conto corrente per fini personali. È la forma più insidiosa, perché spesso inconsapevole.
  • Termine : il diritto di accettare si prescrive in dieci anni dall'apertura della successione. Chiunque abbia interesse può però chiedere al giudice di fissare al chiamato un termine più breve, decorso il quale il diritto si perde.
  • Beneficio d'inventario : chi teme che i debiti superino l'attivo può accettare con beneficio d'inventario, rispondendo dei debiti solo nei limiti di quanto ricevuto. La scelta va compiuta al momento dell'accettazione, non dopo.
  • Irrevocabilità : l'accettazione, una volta compiuta, non può essere revocata, anche se in seguito emergono debiti prima ignorati; può essere impugnata solo se estorta con violenza o carpita con dolo.

 

L'attività dello Studio

Prima di compiere qualsiasi atto sul patrimonio del defunto è prudente una verifica: un gesto apparentemente innocuo può valere come accettazione tacita. Lo Studio assiste i chiamati nella ricostruzione dell'attivo e del passivo ereditario, nella scelta tra accettazione, accettazione beneficiata e rinuncia, e negli adempimenti conseguenti, per il profilo legale della dichiarazione di successione anche in raccordo con i professionisti incaricati degli aspetti fiscali.

 

Contenuto a finalità esclusivamente informativa, che non costituisce parere legale. Ogni situazione richiede una valutazione specifica.

 

      

 

 

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